Ambientazione

La storia

Evegreene è la capitale di un continente una volta florido, chiamato Teleris, in cui vivevano insieme diverse razze: elfi, nani e umani. Gli abitanti di Teleris, seppur non sempre in pace tra loro, avevano imparato a condividere le risorse tramite il commercio e i potenti maghi erano in grado di creare ogni sorta di artefatto che aiutasse nella vita di tutti i giorni. Gli oggetti magici, o artefatti, erano costosi, ma abbastanza diffusi, grazie al livello di ricchezza raggiunto dalla popolazione, soprattutto intorno all’area della capitale Evegreene. Creare artefatti e fare incantesimi era possibile per i maghi incanalando il potere che permeava tutte le cose. Questo potere si rinnovava continuamente così come si rinnova la vita, sicché un’area da cui il mago “estraeva” il potere magico era in grado di rinnovarsi e, all’apparenza, rimanere immutata, senza perdere la propria energia. Nani delle montagne ed elfi delle foreste  lasciavano spesso i loro territori per visitare la capitale ed era frequente vedere in città famiglie miste, formate da un umano e un nano. Gli elfi, discendenti dagli spiriti degli alberi, erano invece troppo diversi per permettere alle coppie di avere dei figli, anche se a volte capitava che una coppia di elfo e umano (o nano, ma questo è più raro), decidessero di vivere insieme nonostante l’impossibilità di avere una famiglia. Nonostante solo gli umani potessero essere dei veri e propri maghi, anche gli elfi e i nani avevano la loro forma di magia: gli elfi erano dotati di un’empatia così forte da permettere loro di comprendere e comunicare con tutte le creature; i nani, signori della roccia, delle montagne e dei metalli, potevano plasmare la roccia più dura e i metalli come fossero morbida argilla, e la loro connessione con la terra era tale, che questo elemento quasi si piegava al loro volere. La vita su Teleris e sul resto del mondo, allora però sconosciuto agli abitanti del continente, scorreva tranquilla e industriosa sotto gli occhi degli Spiriti. Gli Spiriti  erano come degli dei per gli abitanti di Teleris. Alcuni pensavano che fossero gli antichi abitanti del loro mondo, dotati di poteri immensi; altri pensavano  che fossero i creatori stessi del mondo e di tutte le cose. Quello che era certo, era che questi spiriti avessero un potere superiore e per questo venivano venerati e spesso si chiedeva la loro intercessione, anche se raramente essi intervenivano. Questo equilibrio si ruppe improvvisamente quando lo spirito delle tenebre e del caos decise che Teleris dovesse diventare suo. Egli evocò demoni terrificanti e iniziò così la propria avanzata su Teleris. I demoni si nutrivano dell’energia della terra, rendendola fredda e arida e distruggendo tutto quello che si mettesse sul loro cammino.

Gli uomini non poterono fare altro che stringersi al centro di Teleris, vicino a Evegreene, e tentare di combattere, anche se il loro era un gesto disperato. I nani, che troppo amavano la loro terra per vederla distrutta, si ritirarono su una catena montuosa che ripara il territorio di Evegreene dal resto del continente e lì scomparvero. Si dice che si fusero con le montagne, per ridare loro l’energia vitale che lo Spirito del caos stava sottraendo alla terra, permettendo così agli umani di resistere più a lungo. Gli elfi, troppo indeboliti dall’intervento dei demoni, si rifugiarono sotto terra, scavando dei cunicoli in profondità, portando con loro piante e animali necessari per sopravvivere, nella speranza di poterli adattare alla vita sotterranea e continuare a produrre energia positiva, mentre lo spirito del caos devastava le loro foreste. Oggetti magici e maghi vennero presi dai signori dei demoni e prosciugati, usandoli come fonti di energia magica per il signore del caos. Poco per volta, l’energia della terra si consumò a tal punto che l’avanzata dello Spirito del Caos dovette fermarsi, lasciando inconquistata una parte del territorio di  Teleris, vicino a Evegreene e ritirandosi dalle terre circostanti. Il signore del Caos costruì una propria fortezza e dovette organizzare i propri demoni in armate, iniziando una guerra più simile a quella a cui gli umani erano abituati e organizzando battute di caccia per catturare eventuali maghi sopravvissuti o per recuperare gli artefatti ancora sepolti tra le sabbie gelate delle terre desolate che circondavano la città di Evegreene. Nel frattempo gli umani, privi di magia, avevano impiegato i propri studiosi per progettare nuove armi e armature che permettessero loro di difendersi dagli attacchi dei demoni, arrivando a progettare cannoni, archibugi e armature complete che li riparassero dagli artigli dei demoni. Culti religiosi che veneravano la signora della luce si organizzarono e rinforzarono, in attesa della sua venuta, profetizzata nei tempi lontani in cui lo spirito del caos stava iniziando la propria opera di conquista.

Le città

Evegreene

Con circa 100.000 abitanti, Evegreene è la capitale di Teleris. La città è difesa da una cittadella interna e da una serie di mura e barbacani. Evegreene ospita la sede del Consiglio delle Sette Città e l’Accademia Militare. Il governatore di Evegreene è Lord Vardo Aris.

Acezia

Seconda città più importante di Teleris, conta 90.000 abitanti. L’importanza di Acezia è data dallo sbocco sul mare. Acezia ospita la più grande flotta militare di tutto Teleris. La città è governata da Lady Letta Annabria.

Saltedalr

Una piccola cittadina situata sul delta di un fiume, Saltedalr ha una popolazione di 20.000 abitanti, ed è governata da Lady Frede Haaridotr. La fonte principale di ricchezze di Saltedalr è il legname, bene prezioso in un mondo arido e desolato come Teleris.

Arajas

Seconda città portuale di Teleris, l’importanza di Arajas è data dalla flotta commerciale: navi piccole e veloci adatte a trasportare merci lungo la costa. Arajas conta 45.000 abitanti ed è governata da Lord Arion Acon. Di recente, Lord Acon ha iniziato una campagna di esplorazione verso le terre desolate.

Ampgate

La popolazione di Ampgate conta 40.000 abitanti. La città è difesa da mura di pietra e da un barbacane. La città è governata da Lord Helry Wyare e protetta da un ordine di cavalieri detto “La Congrega di Ferro“. Ampgate ha diversi mercati e le sue strade sono costellate da chioschi.

Vallau

Con 30.000 abitanti, Vallau è una piccola città di collina. La città è una fitta rete di vicoli angusti ed edifici addossati uno all’altro. La città è governata da Lady Plita Arent, prima sacerdotessa del locale tempio della luce.

Hahyrst

Con poco meno di 15.000 abitanti, Hahyrst è la più piccola delle sette città di Teleris. La città si trova in riva a un fiume ed è circondata da diversi ponti, e difesa da alte torri di guardia. La città è governata da Lord Bruda Eadeth.

Le razze

Le razze che popolano Teleris oggi sono molto diverse da quelle originali. Gli umani costituiscono la maggior parte della popolazione e sono divisi tra i popoli civilizzati che vivono a Evegreene e nelle città limitrofe e i popoli barbari, che vivono nelle terre desolate intorno alle città. Gli elfi, il cui aspetto è ormai cambiato, a causa dei lunghi anni di vita nelle caverne, si vedono raramente in superficie, anche se ultimamente sempre di più si stanno avventurando tra gli umani, per offrire il proprio aiuto  o per scambiare risorse. Dei nani non v’è più traccia, se non nei tratti degli umani discendenti da famiglie miste. Lo scontro con l’oscurità ha dato vita a due nuove razze, entrambe viste con estrema apprensione e diffidenza da umani ed elfi: i mezzi demoni e i non vivi. I mezzi demoni sono umani il cui sangue è stato corrotto dai demoni e li ha cambiati. Come avvenga la corruzione non è chiaro,  ma esiste, su tutta Teleris, un unico mezzo demone nato dall’unione carnale di un demone con una donna umana; tutti gli altri sono nati umani e si sono trasformati in seguito. I non vivi sono umani che sono stati uccisi dai demoni. La loro rabbia e forza di volontà, combinata col campo di energia demoniaca che irradia l’aria intorno ai demoni, fanno  sì che essi possano ancora usare un corpo che  è in realtà morto. Nonostante la diffidenza e il terrore che gli uomini ed elfi provano nei confronti di mezzi demoni e non vivi, entrambi sono interamente votati alla distruzione dei demoni e provano per lo spirito del caos un odio feroce e inarrestabile.

I non vivi

Alcuni uomini hanno una forza di volontà così grande e nutrono una rabbia così forte nei confronti dello spirito del caos, da ritornare in vita dopo una morte violenta, se questa avviene all’interno dell’aura caotica dei demoni. Quando questo avviene, essi si rialzano, il loro corpo morto obbedisce interamente alla loro forza di volontà e permette loro di muoversi e agire come se fossero ancora vivi. Il loro cuore batte a una frequenza lentissima, il corpo è freddo, la loro pelle è pallida e occhi e capelli diventano sempre più bianchi, via via che perdono la pigmentazione. Nelle loro vene non scorre sangue e il corpo è tenuto in vita dall’energia caotica, che si piega alla loro volontà. È impossibile uccidere un non vivo: esso continuerà a muoversi e a combattere finché non viene letteralmente fatto a pezzi, o finché la sua volontà si smorza; questo succede, per esempio, se un non vivo riesce a ottenere vendetta e a placare così la propria ira. Quando riceve ferite abbastanza numerose o profonde da farlo cadere, il non vivo perde conoscenza e si rialza solo nel momento in cui ha recuperato i danni ricevuti. Si tratta di una lievissima forma di rigenerazione, che gli permette di riprendere le funzioni vitali di base. Le ferite profonde, tuttavia, non si rimarginano e vanno curate; per questo motivo, i non vivi portano spesso numerose bende e hanno segni evidenti di suture. I non vivi sono ottime spie ed esploratori, sia perché i demoni faticano ad individuare la loro aura e sia perché possono vivere in condizioni in cui gli uomini morirebbero. Per quanto spesso i non vivi fossero soldati, e per quanto si addestrino all’uso delle armi, i non vivi tentano di evitare gli scontri diretti, per colpire solo nel momento più propizio. Il fatto di non sentire dolore può essere infatti un grosso vantaggio, ma anche un grosso pericolo, per questo il combattimento diretto non è per loro conveniente.

I mezzi demoni

Tutti i demoni sprigionano un’aura di caos più o meno forte, a seconda della forza del demone stesso; quando quest’aura è a contatto con altre auree caotiche, esse si sommano, espandendosi e avviluppando tutto ciò che si trova entro il loro raggio. A volte accade che esseri umani entrino in contatto con quest’aura e che la loro essenza si corrompa, provocando in loro una mutazione che li rende parte umani e parte demoni. I motivi di questo fenomeno non sono chiari, data la quasi impossibilità di studiarlo. Le ipotesi più comuni sono che l’uso di acqua e il contatto con la terra impregnata di caos inquinino il sangue dei bambini, troppo deboli per resistere alla corruzione; oppure che lo spirito del caos stia tentando di generare delle creature demoniache attingendo agli umani come risorsa, facendoli mutare e abbandonandoli perché non soddisfatto dell’esito della mutazione. Qualcuno sostiene addirittura che le anime dei mezzi demoni fossero già malvagie e quindi facilmente corruttibili dall’aura del caos, ma i più pensano che i bambini siano troppo innocenti perché questa ipotesi sia valida. Quello che si sa è che solo gli umani possono essere corrotti e che questo avviene in giovane età. La corruzione è visibile da subito, ma i poteri veri e propri si risvegliano quando i giovani umani iniziano a combattere. La prima uccisione è spesso il momento in cui il caos sopito si risveglia e rende la mutazione completa. Poiché solo i barbari sono abbastanza vicini all’influenza dei demoni, non esistono mezzi demoni nati nelle città. Ad ogni modo, nel momento in cui il potere demoniaco si è completamente risvegliato, i mezzi demoni si allontanano spontaneamente dalla loro comunità, preferendo una vita solitaria. L’odio profondo che i mezzi demoni provano per lo spirito del caos e per i demoni è dovuto al fatto che spesso essi hanno visto le proprie famiglie soffrire e riconoscono come la causa del loro allontanamento dalla società è dovuta al loro sangue corrotto. È successo che qualche mezzo demone, ritenendosi superiore agli altri umani, cercasse di farsi arruolare dallo spirito del caos, andando però incontro a morte certa. Ad eccezione di Adam, figlio dello spirito del Caos, principe di Evegreene ed eroe di Teleris, non è possibile che un mezzo demone venga concepito da un rapporto carnale. Nemmeno i demoni antropomorfi si accoppiano mai con gli umani. I mezzi demoni sono più forti e robusti degli umani e il loro sangue li rende resistenti agli attacchi del caos e agli effetti negativi dell’aura caotica. Oltre a questi poteri, l’essenza caotica che permea i mezzi demoni tende a risvegliarsi nelle situazioni di pericolo e nei combattimenti, trasformandosi in una furia implacabile e letale.

Gli elfi

Dopo un lungo periodo trascorso nell’oscurità delle caverne, cedendo un po’ della loro energia vitale per sostenere la terra e i suoi abitanti, gli elfi hanno mutato aspetto. Una volta alti, abbronzati e di costituzione forte, ora sono gracili, minuti e la loro pelle è grigia. I capelli sono spesso bianchi o striati di argento e gli occhi, molto sensibili alla luce, sono molto chiari, quasi bianchi, oppure rossi. Gli elfi hanno un rapporto duplice con la superficie: da una parte anelano a tornarvi, per combattere in prima linea e per tornare a vivere all’aria aperta come i loro antenati; dall’altra, la luce ferisce i loro occhi e si muovono meglio all’ombra dei cunicoli. Esili e non adatti al combattimento, gli elfi hanno però dei forti poteri mentali, detti psionici, che hanno molteplici effetti, permettendo di leggere la mente, influenzare i pensieri, accelerare la guarigione e persino aumentare la forza o le altre caratteristiche fisiche e mentali.

Gli umani

L’aspetto e le capacità degli umani variano tantissimo da individuo a individuo, ma è possibile dividerli in due categorie: gli umani delle città e i barbari. Gli umani delle città vivono principalmente a Evegreene, la capitale di Teleris, e nelle altre città delle 7 contee di Teleris. Gli umani delle città non si avventurano spesso nelle terre selvagge al di fuori dall’area controllata da ogni capoluogo e quando lo fanno, si avvalgono dell’aiuto di esploratori barbari. L’impegno nello studio della tecnologia bellica ha fatto sì che gli umani delle città siano ora dotati di potenti armi da difesa, sia personali che contro eventuali assedi o attacchi dei demoni. Solo gli umani delle città sono in grado di usare le armi da fuoco e i cannoni: i barbari non si fidano di queste armi e non hanno i mezzi economici per acquistarne e imparare ad usarle, mentre elfi, non vivi e mezzi demoni non hanno accesso alla milizia e quindi non possono seguire l’addestramento necessario per poterle maneggiare. La civiltà degli umani ruota intorno alla guerra e al bisogno di difendersi dai demoni, quindi l’arte si esprime attraverso poemi di guerra e creazione di armi e armature finemente cesellate e decorate. Quasi tutti gli umani civilizzati di costituzione forte, uomini e donne che siano, si arruolano nella milizia, per trarre vantaggio dall’addestramento militare superiore e dalla rendita economica cospicua. Quelli che desiderano comunque andare all’avventura, ma non vogliono o non possono arruolarsi nella milizia, diventano cacciatori di artefatti o sacerdoti della luce o, se provengono dai bassi fondi, ladri. Se esiste ancora qualche mago,  certamente è ben nascosto e probabilmente si spaccia per cacciatore di artefatti, artigiano o erudito: i maghi, oltre ad essere braccati dai demoni per essere fruttati come canalizzatori di magia,  sono infatti mal visti dagli abitanti di Teleris, perché prosciugano la terra a ogni incantesimo, creando un ambiente difficile e povero.

I barbari comprendono tutte quelle popolazioni che vivono fuori dalle città, nelle terre desolate vicine ai confini coi territori del caos. Le tribù di barbari hanno gradi di civilizzazione molto diversi, da quelli più vicini agli umani di città, a quelli completamente selvaggi. A differenza degli umani di città, i barbari sono molto più aperti all’idea di accettare tra loro mezzi demoni e non vivi, in quanto sono più frequenti gli scontri tra barbari e demoni e l’aiuto dei mezzi demoni e dei non vivi è fondamentale. I barbari si concentrano in tutte quelle attività che li aiutano a preservare il territorio dagli attacchi dei demoni, addestrandosi per diventare guerrieri, esploratori o sacerdoti della luce. Raramente si incontra qualche barbaro spinto a diventare ladro dalla necessità, e anche in questo caso, spesso presta le proprie doti al bene comune della società. I barbari non hanno accesso ai metalli preziosi e alla tecnologia avanzata degli abitanti delle città e preferiscono uno stile di combattimento più tradizionale e che permetta loro di spostarsi rapidamente. È comunque molto frequente che barbari e umani civilizzati collaborino, avendo l’unico scopo comune di resistere allo spirito del caos.

Le professioni

Guerriero, stile civilizzato

Solo gli umani delle città hanno accesso a questa professione, che si impara all’Accademia.

Guerriero, stile barbarico

Diffusa soprattutto tra barbari e mezzi demoni.

Esploratore

Diffusa tra  barbari, non vivi, mezzi demoni. Sono esperti nella sopravvivenza nelle terre desolate e sono ottimi scout.

Cacciatore di artefatti

Sono esperti nel ritrovamento e nell’uso degli artefatti.

Ladro

Diffusa principalmente tra umani di città e non vivi.

Sacerdoti della luce

Diffusa tra umani di città e barbari. Sono esperti nell’arte della guarigione e si specializzano o nell’uso degli artefatti della luce, oppure nel combattimento contro i demoni.

Psionico

Tutti gli elfi sono psionici. Alcuni dedicano la loro vita esclusivamente ad allenare le arti psioniche, altri scelgono di imparare anche altre professioni e diventano guerrieri, cacciatori di artefatti, ladri o guaritori. In questo caso, il loro potere psionico è limitato e utilizzato come supporto alle altre capacità. Questa classe è preclusa alle altre razze.

Mago

Ne esistono pochissimi. Quando usano la magia prosciugano la terra. Sono cacciati sia da umani che dai demoni. Sono tutti umani delle città.